Taranto by night. Oltre propaganda e leggi-truffa, il silenzio

[le foto sono disponibili sui siti delle fonti, ndr] Fonte: Taranto by night. Oltre propaganda e leggi-truffa, il silenzio e CarloVulpio.

Scritto da Carlo Vulpio

Questa volta sarò breve. Anzi telegrafico. Al posto mio, parleranno le foto che vi mostro in sequenza (a fine articolo). Sono state scattate a mezzanotte, da Fabio Matacchiera, una persona che ama davvero la terra e il mare di Taranto, la sua città, alla quale Matacchiera da anni dedica il proprio impegno civile, sociale, ambientale.

Queste foto mostrano le ciminiere dell’Ilva, il più grande centro siderurgico d’Europa, in piena attività. Di notte. Cioè nel momento in cui gli impianti vanno “a regime”.

Perché è importante, anzi essenziale soffermarsi sulla notte?

Perché, come ho scritto in alcuni reportage per il mio giornale, il Corriere della Sera – che trovate nell’archivio storico del medesimo quotidiano – e soprattutto…
come ho dimostrato nel mio libro “semiclandestino” La città delle nuvole, pubblicato da Edizioni Ambiente (ne avete mai sentito parlare una volta, una vola sola, in tv?), è soprattutto di notte che quelle ciminiere avvelenano Taranto (e non solo Taranto) con la diossina, il benzene, i policlorobifenili e tutto il resto del campionario delle sostanze cancerogene e teratogene (emesse non soltanto dall’Ilva, ma anche dalle altre industrie tarantine).
Eppure, concluse le elezioni, il Parlamento, il governo nazionale e il governo regionale di Puglia (quello uscente e quello entrante) fanno finta di nulla.
Il Parlamento, per dirne una, non ha ancora recepito nel Codice dell’Ambiente i valori minimi di emissione di diossina consentiti dalle norme europee.
Mentre il governo regionale e il suo ex-neo-presidente Nicola Vendola continuano (su tutte le tv, e dove se no?) a “vendersi” la storiella della legge regionale pugliese approvata a dicembre 2008 per adeguare i limiti di emissione delle diossine alle norme europee.
Peccato che quella legge sia, di fatto, una legge-truffa. Ne “La città delle nuvole” (ah, com’è noioso ripetersi e autocitarsi…), vi ho dedicato un intero capitolo. Se volete saperne di più, capire il perché e il percome, leggetevelo.
Qui, vi dirò soltanto che quella legge venne “ritoccata” (e taroccata) tre mesi dopo la sua approvazione in alcuni punti, uno dei quali, come dicevo all’inizio, essenziale. Questo: non solo non prevede il campionamento in continuo, cioè il controllo delle emissioni 24 ore su 24, ma stabilisce che la “campagna” di controlli durante l’anno avvenga a periodi alterni e che, in ogni caso, non avvenga di notte.
Già. La notte no. Ma guarda un po’ quando si dice il caso… Proprio di notte, quando gli impianti vanno al massimo e “sforano” (come dimostrano le foto) ogni regola, ogni norma, ogni limite.
Questa è Taranto by night, bellezza, con le sue grida manzoniane adattate all’era (post)industriale, con i suoi tassi di inquinamento industriale che sono i più alti d’Europa, con il record italiano dei tumori.
E con i suoi bambini, le vittime privilegiate dalla diossina, che si ammalano di leucemia e muoiono come mosche.

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