Berlusconi torna all’attacco dei giudici “Sono un’emergenza democratica” – Repubblica.it

Demenza senile?

Fonte: Berlusconi torna all’attacco dei giudici “Sono un’emergenza democratica” – Repubblica.it.

A Mattino 5, il premier promette che la riforma della giustizia “sarà completata entro fine legislatura”. Cita Pertini secondo il quale “la magistratura non deve solo essere imparziale, ma anche apparire imparziale”. Ribadisce l’importanza della riforma Gelmini e dell’accordo Fiat. E ai Promotori della Libertà promette: “Entro il 2012 crescita a livelli pre-crisi”

ROMA – La riforma della giustizia “è necessaria, perché è un’emergenza grave, in quanto le indebite ingerenze della magistratura su altri poteri dello Stato costituiscono una vera emergenza democratica”. Così Silvio Berlusconi intervenendo a Mattino 5, torna all’attacco dei giudici e promette che la riforma della giustizia “sarà completata entro la fine della legislatura”. Un’altra promessa il premier la fa poi nel messaggio natalizio indirizzato ai Promotori della Libertà: “Entro il 2012 il ritmo della crescita italiana tornerà al livello pre-crisi”.

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Il premier ha ribadito che alcune sentenze di tribunali e “perfino della Corte Costituzionale sono spesso politicamente orientate” e ha citato Sandro Pertini secondo cui “la magistratura non deve solo essere imparziale, ma anche apparire imparziale”.

Sulle dimissioni di Fini non si sbilancia: “Lascio la decisione alla sua coscienza e alla sua dignità”. Certo è che per il premier “la maggioranza che lo ha eletto non si riconosce più in Gianfranco Fini” e dunque un riavvicinamento con la terza carica dello Stato non è possibile. Poi continua a corteggiare l’Udc di Pierferdinando Casini. “Vedremo – aggiunge – se lui ha perso

una grande occasione: poteva sostituire con i sui parlamentari i parlametari di Fli. Speriamo che si ravveda”.

Quanto alla sua successione: “Abbiamo una serie di protagonisti del governo del Pdl che stanno davvero diventando classe dirigente. Fra questi ce ne sono alcuni che in un prossimo futuro potrebbero assumersi la responsabilità di governare il Paese”.

E sull’approvazione della riforma Gelmini ribadisce: “Il voto del Senato di ieri manda in pensione il ’68 e mette al centro dell’università il merito, elimina le parentopoli e gli sprechi”. “I giovani che manifestano sono solo una minoranza rumorosa che va contro il loro stesso futuro – continua Berlusconi -. L’Italia non poteva più permettersi un sistema inefficente e frutto di una riforma sbagliata della sinistra”.

Secondo il presidente del Consiglio inoltre il 2011 “sarà un anno di ripresa, ma occorreranno ancora sacrifici prima di poter godere della ripresa stessa”. Dopo aver parlato di possibili “turbolenze nell’area dell’euro”, il premier ha detto di essere “certo che l’Italia è al riparo di attacchi speculativi e il merito è certamente del rigore del Governo nel tenere in ordine i conti pubblici e degli italiani, che invece di indebitarsi hanno risparmiato”.

Anche l’accordo su Mirafiori siglato ieri dalla Fiat e i sindacati escluso la Fiom è “storico e positivo”. “Speriamo” continua nella telefonata di Canale 5, “che serva a garantire la permanenza in italia della produzione, perché quello della delocalizzazione è un problema di tutta l’Europa”. L’intesa di ieri, comunque, “conforta, è innovativa, crea un investimento importante per il Paese perché riprende a lavorare uno stabilimento simbolo dell’Italia”.

In conclusione il premier è ottimista e deciso.”Se si fosse aperta una crisi di Governo, che alcuni irresponsabili volevano a tutti i costi, le conseguenze sarebbero state gravi per il Paese: per questo – ha concluso Berlusconi – sentiamo l’obbligo di continuare a governare fino alla fine della legislatura”.

“Entro il 2012 crescita a livello pre-crisi“. Rivolgendosi ai Promotori della Libertà, Berlusconi parte dalla sua ormai consueta lettura della crisi. “Il 2010 è stato un anno difficile per molti Paesi, che pure erano entrati nella crisi più solidi di noi perché non gravati del debito pubblico che noi abbiamo ereditato dal passato – dice il premier -, ma che sono ugualmente finiti nel mirino della speculazione internazionale. Abbiamo, dunque, l’orgoglio di aver ben operato tenendo in sicurezza il bilancio pubblico ed evitando che la crisi economica minasse la coesione sociale che è un bene prezioso”.

A questo punto, Berlusconi garantisce: “Entro il 2012 il ritmo di crescita dell’Italia tornerà ai livelli pre-crisi. Lo afferma la Commissione europea che ha recentemente ribadito il giudizio positivo sulle modalità con le quali il Governo italiano, il nostro Governo ha affrontato la più grave emergenza finanziaria dal 1929 ad oggi. Il nostro lavoro, dunque, è stato premiato”.

Più avanti, il presidente del Consiglio ribadisce un altro concetto: “Il nostro obiettivo primario resta dunque e sempre la governabilità, ma ove non riuscissimo a mettere insieme una maggioranza sufficiente per approvare le riforme, l’unica scelta possibile sarebbe quella di ricorrere al voto popolare”.

“Sono convinto che interrompere la legislatura sarebbe un grave danno per il Paese – aggiunge Berlusconi – e quindi opereremo affinché questa eventualità non si realizzi, ma se non riuscissimo ad avere quella maggioranza necessaria per far approvare dal Parlamento le riforme che sono indispensabili per il nostro Paese non ci sarà altra scelta che tornare dal popolo sovrano”. Anche se, come dimostra il voto sulle mozioni di sfiducia, “non esiste, né in Parlamento né nel Paese, un’alternativa credibile a questa maggioranza”.

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